Con Michael nel cuore

Con Michael nel cuore

martedì 20 gennaio 2015

Caro Michael...

Era il 1982, avevo 14 anni. Avevo finito le scuole dell'obbligo e avevo cominciato la scuola che, speravo, mi avrebbe inserita nel mondo del lavoro, un lavoro che io avevo immaginato come un mondo colorato fatto di giochi e risate di bimbi. A settembre di quell'anno avevo iniziato la Scuola Magistrale, diventare una maestra d'asilo mi faceva sentire importante: “maestra”....
Come ogni ragazzina, i primi giorni di scuola li avevo riservati allo “studio” delle mie compagne di classe. Avevamo tutte più o meno la stessa età ma a me sembravano tutte più grandi e sicure di sé, mi sentivo un po' come un “pesce fuor d'acqua”. Anche se cercavo di fare amicizia, mi sembrava di essere sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Dopo quasi un mese di scuola non avevo ancora un'amica, avevo tentato più volte di inserirmi nel gruppetto delle leaders ma ero sempre stata rifiutata e un giorno, dopo l'ennesimo rifiuto, mi accorsi di Chiara. Solo in quel momento mi resi conto che quella ragazza stava sempre in disparte, in un angolo, ad osservare tutte le altre, probabilmente si sentiva ancora più sola di me, così mi avvicinai a lei e cominciai a chiacchierare. Scoprii che Chiara era una ragazza molto simpatica, un tantino introversa ma con un cuore immenso. Facemmo amicizia e diventammo inseparabili. Non mi interessava più il gruppetto delle leaders, avevo una splendida amica con cui passare le mie giornate anche fuori dalla scuola.
Io e Chiara scoprimmo di essere perfette l'una per l'altra anche per lo studio. Io sono sempre stata portata per le materie scientifiche e artistiche mentre “zoppicavo” parecchio in quelle umanistiche, lei, invece, era esattamente l'opposto. Così fu naturale dividersi i compiti, io aiutavo lei nel disegno, musica, ginnastica, matematica e scienze e lei, con una pazienza da santa, mi cacciava in testa, storia, geografia, diritto e pedagogia.
Mancavano pochi giorni a Natale e decidemmo di scambiarci un regalo. Ci conoscevamo abbastanza per poter intuire reciprocamente i gusti l'una dell'altra.
Da qualche tempo, alla radio, si sentiva spesso una canzone di cui io andavo letteralmente pazza, non ne conoscevo il titolo e nemmeno il cantante ma la canticchiavo di continuo.
Il 20 dicembre, uno degli ultimi giorni di scuola prima delle vacanze natalizie, era il giorno designato per il nostro scambio dei regali. Io regalai a Chiara un libro di Dacia Maraini uscito proprio in quell'anno (Dimenticato di dimenticare) e lei mi regalò l'LP di quella famosa canzone che io adoravo: Thriller di Michael Jackson.


Da quel giorno cambiò la mia vita, cambiarono i miei sogni. In un istante ho conosciuto una persona speciale come te, che hai preso la mia mente e l'hai decorata di bellissimi pensieri.
Mentre cammino per le strade della vita penso al tuo viso, ai tuoi occhi, alla tua voce, al tuo sorriso, al tuo corpo che desidererei stringere a me in ogni istante della mia vita, in ogni attimo della giornata e in ogni piccolo momento.
Provo sensazioni meravigliose solo a pronunciare il tuo nome, ogni notte faccio sogni romantici. Pensarti è bellissimo, sognarti è stupendo, averti realmente per me sarebbe meraviglioso. Baciarti e accarezzarti su una spiaggia osservando il tramonto è un sogno bellissimo ma....è solo un sogno.
Sarebbe bello poter scambiare parole, emozioni, situazioni, condividere cose anche se poche.
Ti sembra di toccare il cielo con un dito, pensi di avere raggiunto il culmine della felicità.
Ma la felicità cos’è?
E’ poca cosa se non la sai trovare anche nelle piccole gioie quotidiane.
Un cielo terso, un raggio di sole su un ramo, una canzone, un libro, un sorriso, la gratitudine di chi soffre ed hai aiutato.
A volte mi sento come una figurante, una brava attrice che davanti al suo pubblico sfodera sorrisi, sprizza solarità e gioia ma che una volta chiuso il sipario cade nella depressione, nel vortice della tristezza.
Non posso permettermi di apparire diversa! Come potrebbe, la gente, contare su di me se sapessero che non sono la donna forte che tutti credono che io sia, ma solo una persona estremamente fragile, insicura, bisognosa d’affetto e di essere accettata?
Che fatica mantenere questa facciata. Chissà se prima o poi qualcuno capirà....
Chissà se qualcuno mi dirà: Michela non preoccuparti, sii te stessa perché sei unica.
Che sciocca sognatrice sono....
A volte penso che sia il momento di smetterla di sognare.
Ma cosa sarei io senza i miei sogni?
Forse sogno perché i sogni mi danno ciò che non il mondo non mi può dare, mi regalano le emozioni che non posso avere, le sensazioni che non posso provare. I sogni mi fanno sperare, mi donano un sorriso da poter osservare, un amore per cui piangere e per cui morire. I sogni mi hanno regalato te....
Alla fine di quel triennio scolastico le strade mie e di Chiara si sono, purtroppo, divise. Ognuna di noi ha seguito la propria e poco alla volta i contatti tra noi si sono interrotti.


Non ho mai dimenticato quella meravigliosa amica, devo ringraziarla per avermi aiutata a crescere ma soprattutto devo ringraziarla per avermi fatto “conoscere” te, mio unico, grande e vero amore.

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